Come scegliere un bravo psicologo a Cagliari

Come scegliere un bravo psicologo a Cagliari

Quali sono i passi da fare per scegliere lo psicologo o lo psicoterapeuta il più possibile adatto alle proprie problematiche?

Innanzitutto è  possibile rivolgersi alle strutture pubbliche presenti nel territorio. Ma l’accesso a questi servizi non è  sempre facile. Le liste d’attesa sono spesso molto lunghe e questo può ritardare, anche di molto, gli interventi. Inoltre non è  possibile scegliere uno psicologo specifico, in quanto questo viene assegnato in base alla disponibilità del momento.

È bene sapere che l’ordine degli psicologi nazionale e regionale pubblica l’elenco di tutti gli iscritti all’albo. Questo, oltre ad essere un mero elenco, costituisce una garanzia a tutela dell’utente. Infatti solo chi è  in possesso dei titoli richiesti (laurea quinquennale,  tirocinio, esame di stato e se psicoterapeuta  scuola di specializzazione quinquennale) può accedere all’albo.

Per avere ulteriori informazioni è  anche possibile rivolgersi al proprio medico di base o ad amici fidati che abbiano già effettuato un percorso analogo o che siano ben informati.

Anche internet costituisce un buon canale, esistono siti dedicati, che danno dettagliate informazioni sugli psicologi disponibili nelle  vicinanze, sugli approcci da loro seguiti e sulla loro formazione.

A Cagliari, già da anni, esistono scuole per la formazione di psicologi che seguono vari approcci, tra le quali:  Scuola di psicoterapia  cognitiva, di analisi transaziobale, di terapia familiare e di terapia sistemica.

Lo psicologo è un professionista, con le sue competenze e le sue capacità.  Per cui la vera scelta avviene nel setting terapeutico. Nel corso delle prime sedute e a volte già dalla prima, è possibile valutare se si tratta dello psicologo adatto. È il paziente che sceglie il terapeuta e non viceversa.

Un bravo psicologo deve rispettare le regole deontologiche. Innanzitutto è vincolato al segreto professionale, non può raccontare a nessuno quanto gli viene detto nel colloquio terapeutico. La fiducia e la possibilità di potersi aprire costituisce la base fondamentale per una buona terapia. Ci sono pochissime occasioni in cui lo psicologo è tenuto a rivelare i dati emersi in seduta.  Si tratta di dati di carattere sanitario o giudiziario, che in concreto possano rappresentare delitti perseguibili.  Lo psicologo deve rimanere al di fuori della vita del paziente. Ogni intimità al di fuori della terapia deve essere limitata al massimo. La vita privata del paziente e del terapeuta devono essere il più possibile separate.

 

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