LA PIPA DI BAMBÙ

LA PIPA DI BAMBÙ – Una storia Zen che ci ricorda che tutto ha una causa

Quando era un giovane studente di Zen, Yamaoka Tesshu andava sempre a trovare tutti i maestri. Andò a far visita a Dokuon di Shokoku. Volendo mostrare la sua preparazione disse: “La mente, Buddha e gli esseri senzienti in fondo non esistono. La vera natura dei fenomeni è il vuoto, non c’è nessuna realizzazione, nessuna illusione, nessun messaggio, nessuna mediocrità. Non c’è nessuno che dia e niente che si riceva”. Dokuon, che stava fumando in silenzio, non fece commenti. Tutt’a un tratto colpì  Yamaoka con la sua pipa di bambù. Questo fece arrabbiare moltissimo il giovane. “Se niente esiste” domando Dokuon “da dove viene questa tua collera?”.

Il vuoto non esiste. Lo sosteneva Buddha e lo conferma la fisica contemporanea. Quello, che un tempo si chiamava spazio vuoto e che veniva riempito dalla materia, ora sappiamo che nell’accoglierla si piega. E con esso si piega il tempo. Niente esiste che non abbia una causa. Ogni cosa è condizionata da tutte le altre. I fattori di vulnerabilità o di sicurezza condizionano il modo in cui interpretiamo gli eventi e di conseguenza i nostri comportamenti. Noi non possiamo sapere se la collera di Yamaoka fosse dovuta all’orgoglio ferito o al dolore per il colpo subito o a qualcos’altro.  Quello che sicuramente sappiamo è che la collera è stata preceduta dal colpo di pipa infertogli da Dakuon. La sfida è dare un senso a  questo legame che prende origine dai fatti, uguali per tutti, diversi per ognuno.

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